Il metodo giusto per la filosofia sarebbe questo. Non dire nulla se non ciò che si può dire, cioè le proposizioni della scienza naturale, cioè qualcosa che non ha nulla a che fare con la filosofia: e poi sempre, quando qualcun altro volesse dire qualcosa di metafisico, dimostrargli che non ha dato alcun significato a certi segni nelle sue proposizioni. Questo metodo sarebbe insoddisfacente per l'altro - non avrebbe la sensazione che gli stiamo insegnando la filosofia - ma sarebbe l'unico metodo rigorosamente corretto. Le mie proposizioni sono elucidative in questo modo: chi mi capisce le riconosce finalmente come insensate, quando si è arrampicato attraverso di esse, su di esse, su di esse. (Deve per così dire gettare via la scala, dopo esservi salito). Deve superare queste proposizioni; allora vede il mondo in modo corretto. Se non si può parlare, si deve tacere.
In all the works on pedagogy that ever I read — and they have been many, big, and heavy — I don't remember that any one has advocated a system of teaching by practical jokes, mostly cruel. That, however, describes the method of our great teacher, Experience.
All numbers in logic must be capable of justification. Or rather it must become plain that there are no numbers in logic. There are no pre-eminent numbers.
Try not to become a man of success, but a man of value. Look around at how people want to get more out of life than they put in. A man of value will give more than he receives.