Considerata la nostra interdipendenza e la necessità di conformarci a dei comuni modelli di pensiero e di comportamento, scegliamo insieme i modelli più adeguati e soddisfacenti.
Il raccogliersi dentro di sé è il primum movens della liberazione dei condizionamenti sociali. Chi riesce a stare solo è spinto immediatamente a capire quanto è assurdo, disumano e incivile il way-of-life quotidiano. (da "Star male di testa")
Una cosa che rende difficile e dolorosa l'esistenza di un essere umano è la conflittualità dei suoi sentimenti: Amore e odio, attrazione e repulsione, desiderio e paura verso uno stesso oggetto, anche simultaneamente.
Una persona di una certa intelligenza convivere difficilmente con una molto più intelligente perché non tollera di aver sempre torto in caso di disaccordo.
Ludwig Boltzmann ci ha insegnato che la probabilità che un cambiamento casuale produca un minor ordine è molto più alta della probabilità che esso produca un maggior ordine. In tale prospettiva, una mente (consapevole o inconsapevole) sembra essere l'unica cosa capace di produrre un maggior ordine in un insieme di oggetti materiali, forme o informazioni.
Perché, nella complessa catena di sistemi ecologici della biosfera, ogni vita dipende dipende da un'altra che distrugge? Perché ogni vita si nutre di un'altra vita che mortifica? Perché la sofferenza e la morte degli individui di una specie è essenziale per la vita di quelli di un'altra? Perché questo pianeta è sempre stato un'enorme fossa comune, dove la vita e la morte sono così strettamente intrecciate che, a parte la nostra stessa morte, tutte le altre ci sembrano appartenere a un processo normale? Perché accettiamo di vedere il lupo mangiare l'agnello, il pesce grande mangiare il piccolo, l'uccello mangiare il grano e, dal cacciatore, la colomba uccisa? Ma anche, perché vivere e perché morire?