Zitate über Gehorsam

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Chi si accinge a diventare un buon capo, deve prima essere stato sotto un capo.
 
È buona ubbidienza quella che viene dall'amore e non dal timore.
 
Quando ubbidisci ai tuoi superiori, ammaestri i tuoi inferiori.
 
Comandare è una cosa. Farsi obbedire è un’altra.
 
La forza dell’obbedienza suole appianare ogni cosa, anche quelle che sembrano impossibili.
 
Quando qualcuno domanda un’obbedienza cieca, saresti un folle se non sbirciassi.
 
Non si può servir a due signori.
 
Colui solo è felice e grande che per essere qualcosa non ha bisogno né di comandare né di ubbidire.
 
Chi si ama si ubbidisce volentieri.
 
Un essere umano non può vivere senza continuamente obbedire a delle leggi naturali e sociali.
 
Più il corpo è debole, più comanda; più è forte, più obbedisce.
 
“Credere, obbedire, combattere”: lo slogan imposto a un popolo che non crede in niente, non sa obbedire, e non vuol combattere.
 
E sappiamo che la disciplina consiste in un imbecille che si fa obbedire da altri più intelligenti di lui.
 
Chi ha a comandare a altri non debbe avere troppa discrezione o rispetto nel comandare; non dico che debba essere sanza essa, ma la molta è nociva.
 
Moglie obbediente. Quella cui il marito ha ordinato di fare ciò che vuole lei e lei lo fa.
 
La gioventù è fatta per obbedire, e la vecchiaia per comandare.
 
Servitù è il vero nome di quell’obbedienza che non è virtù.
 
Un buon marito deve saper comandare a se stesso di ubbidire alla moglie.
 
L’uomo per il campo e la donna per il focolare; l’uomo per la spada e lei per l’ago; l’uomo con la testa e la donna col cuore; l’uomo per il comando e la donna per l’obbedienza: tutto il resto è confusione.
 
Non credo al proverbio che, per saper comandare, bisogna saper obbedire.
 
Quelli che ubbidiscono sono per lo più la copia perfetta di quelli che comandano.
 
L’unica trasgressione possibile nel nostro paese è l’obbedienza alle regole.
 
I più grandi crimini nel mondo non sono commessi da persone che infrangono le regole, ma da persone che seguono le regole. È gente che segue gli ordini che bombarda e massacra nei villaggi.
 
Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l'obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo né davanti agli uomini né davanti a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l'unico responsabile di tutto.
 
Per comandare bisogna riuscire a trovare chi è disposto a ubbidire.
 
L'obbedienza al dovere è resistenza a sé stessi.
 
Chi ubbidisce è quasi sempre migliore di chi comanda.
 
Non dare mai un ordine che non può essere obbedito.
 
Ciascuno deve sapere a chi, come e quando obbedire.
 
L'ubbidienza per paura, poco dura.
 
Bisogna comandare solo ciò che è essenziale, e che si ha fondata speranza che venga eseguito.
 
Ubbidisci al maestro se vuoi imparare.
 
Chi non ha imparato a ubbidire, non saprà mai comandare.
 
A essere pienamente liberi bisogna non avere né da obbedire, né da comandare.
 
Comandare è più volgare che obbedire.
 
L'obbedienza è la furbizia dei santi; è un talismano che indora tutte le cose.
 
Chi troppo s'inchina mostra il sedere.
 
L'ubbidienza è la fame di essere nelle mani di Dio.
 
Fa' come sei comandato, e non sarai mai biasimato.
 
Chi comanda dev'essere conciso, preciso. E sempre saldo al timone.
 
Chi obbedisce spera un giorno di comandare, chi comanda spera di non dover obbedire mai.
 
Di tutte le forme d’obbedienza, quella alla nostra coscienza è la più scomoda.
 
Circa l’obbedienza, se la si toglie all’amore, si abbatte anche il suo dominio, poiché chi sa disobbedire alla persona amata non l’ama affatto e non merita il nome d’amante.
 
Che la prima lezione ai vostri figli sia l’obbedienza; la seconda, quella che volete.
 
Certe regole servono solo a creare effetti estetici, o a distinguere coloro che vi obbediscono da coloro che non vi obbediscono.
 
Un essere umano non può vivere senza continuamente obbedire a delle leggi naturali e sociali. In tal senso, il libero arbitrio consiste nella scelta delle autorità (biologiche, intellettuali politiche, morali, estetiche, religiose, ecc. ) a cui obbedire, a cui sottomettersi. Il piacere è il premio per l'obbedienza, il dolore il castigo per la disobbedienza a tali autorità.
 
Assai comanda chi ubbidisce al saggio.
 
Tutti sono sottomessi, tutti desiderano obbedire e pensare meno che si può: bambini sono gli uomini.
 
Per gli stomaci vuoti non esistono né obbedienza né timore.
 
Chi è nato per obbedire obbedirebbe anche sul trono.
 
È pericoloso dire al popolo che le leggi non sono giuste, perché obbedisce proprio per il fatto che le crede giuste. Perciò bisogna dirgli al tempo stesso che deve obbedire loro perché sono leggi, così come deve obbedire ai superiori non perché sono giusti, ma perché sono superiori.
 
L'ubbidienza è il fondamento dell'ordine.
 
Impara a ubbidire e imparerai a comandare.
 
Quando pensi alla lunga e tenebrosa storia dell’uomo, troverai che molti crimini spaventosi sono stati commessi nel nome dell’obbedienza, più di quanti ne siano mai stati commessi in nome della ribellione.
 
Obbedienza e contemplazione si compenetrano. È escluso che un disobbediente possa praticare vera contemplazione. L'obbedienza fonda e feconda la preghiera contemplativa.
 
Ognuno vorrebbe essere obbedito da ogni altro.
 
Solo obbedendo, solo avendo l'orgoglio umile ma sacro di obbedire, si conquista poi il diritto di comandare.
 
L’obbedienza è un atto di fede e la disobbedienza è il risultato di una mancanza di fede.
 
Come Ulisse e i suoi compagni di fronte alle sirene, leghiamoci all’albero maestro della vita, o mettiamoci i tappi nelle orecchie, per evitare di cedere alle lusinghe di coloro (genitori, insegnanti, superiori, militari, governanti e preti) che ci cantano la virtù dell’obbedienza. Dando loro retta, potremmo trovarci un giorno alla sbarra degli imputati in un processo a Norimberga o all’Aia, a render conto di crimini che oggi ci fanno rabbrividire, e che domani potrebbero darci il brivido. Perché ribellarsi è giusto, come si diceva nel ’68, ma basta molto poco a renderlo impossibile.
 
La folla è un gregge docile incapace di vivere senza un padrone. È talmente desiderosa di obbedire che si sottomette istintivamente a colui che le si pone a capo.
 
Comandare ed obbedire: difficile il primo, comodo il secondo.
 
Una ragione illuminata […] preferisce il comandare ad uomini felici più che a una greggia di schiavi.
 
È meglio non comandare del non venire obediti.
 
Il libero arbitrio consiste nella scelta delle autorità (biologiche, intellettuali, sociali, politiche, morali, estetiche, religiose, ecc.) a cui obbedire, a cui sottomettersi.
 
La fraternità richiede il comune riconoscimento di genitori comuni (genetici o metaforici) e la comune obbedienza ad essi.
 
È molto più prudente obbedire che comandare.
 
L'ubbidienza è il primo dovere del soldato.
 
L’obbedienza estrema presuppone ignoranza in colui che obbedisce; la presuppone anche in colui che che comanda; questi non ha da deliberare, da dubitare, da ragionare; non ha che da volere.
 
A tre bisogna ubbidire: a Dio, ai genitori e alla legge.
 
Agli altri […] non si può comandare che servendoli.
 
Il comandare fa piacere come l’obbedire, la prima cosa quando non è ancora diventata un’abitudine, la seconda invece quando è diventata un’abitudine. Vecchi servitori sotto nuovi comandanti si incoraggiano reciprocamente nel farsi piacere.
 
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