Citazioni su Vita

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È davvero incredibile, come insignificante e priva di senso, vista dal di fuori e, come opaca e riflessiva, sentita dal di dentro, trascorra la vita di quasi tutta l’umanità. è un languido aspirare e soffrire, un sognante traballare attraverso le quattro età della vita fino alla morte, con accompagnamento d’una fila di pensieri triviali.
 
La vita è un compromesso temporaneo.
 
Non abbiamo scelto di nascere e, tranne in rari casi, non sceglieremo di morire.
 
Quel che tutti i viventi occupa e tiene in molto è la fatica per esistenza. Ma dell’esistenza, una volta che sia loro assicurata, non sanno cosa fare: perciò il secondo impulso, che li fa muovere, è lo sforzo di alleggerirsi dal peso dell’essere, di renderlo insensibile, di “ammazzare il tempo”, ossia di sfuggire alla noia. Quindi vediamo, che quasi tutti gli uomini al riparo dei bisogni e delle cure, quand’abbiano alla fine rimosso da sé tutti gli altri pesi, si trovano esser di peso a se stessi, e hanno per tanto di guadagnato ogni ora che passi, ossia ogni sottrazione fatta a quella vita appunto, per la cui conservazione il più possibile lunga avevano fino allora impiegate tutte le forze.
 
Non si può vivere in un ambiente morto.
 
La vita è interazione, e la qualità della vita dipende dalla qualità delle interazioni. Perciò è importante che queste siano indagate e studiate. Tale è lo scopo della filosofia sistemica.
 
La vita è uno sforzo che sarebbe degno di miglior causa.
 
I nostri organismi interagiscono con i loro ambienti per conservarsi e riprodursi, finché non si disgregano.
 
La vita è per lo più una prigione e una schiavitù. Siamo infatti tutti prigionieri e schiavi dei nostri corpi, dei nostri schemi mentali e delle nostre comunità, con pochi margini di libertà, come la possibilità di trasformare o sostituire schemi e comunità. Anche la sensazione di indipendenza che a volte proviamo è un effetto della nostra cattività, come ogni altra illusione.
 
Ogni vita si nutre di altre vite.
 
La vita è lunga se è piena.
 
La "vita" e la "mente" sono processi sistemici.
 
La vita costituisce entropia negativa.
 
Da un punto di vista sintattico la frase "la vita è bella" è monca. Siccome la vita non è sempre bella, né per tutti, bisogna sempre aggiungere per chi, dove, e quando.
 
Ogni giorno vissuto è un giorno in meno da vivere.
 
Il ciuffetto d'erba che affiora tra gli interstizi di un muro a secco e l'uomo che arranca sullo scosceso sentiero della vita sono spinti dalla stessa forza metafisica.
 
La mia vita dipende dalle sostanze di cui mi nutro e dagli stimoli che ricevo.
 
Conviene, a chi nasce, molta oculatezza nella scelta del luogo, dell'anno, dei genitori.
 
Alla fine della vita il bilancio consisterà in cosa ho dato agli altri, cosa ho avuto da loro e cosa abbiamo fatto insieme.
 
Noi dobbiamo la nostra esistenza innanzitutto al DNA e alla biosfera. Senza di essi non saremmo mai nati né avremmo mai vissuto.
 
La vita non ha senso a priori. Prima che voi la viviate la vita di per sé non è nulla; sta a voi darle un senso e il valore non è altro che il senso che scegliete.
 
Il pericolo maggiore che possa temere l'umanità non è una catastrofe che venga dal di fuori, non è né la fame né la peste, è invece quella malattia spirituale, la più terribile, perché il più direttamente umano dei flagelli, che è la perdita del gusto di vivere.
 
Pregare è pensare al senso della vita.
 
È bene organizzare la vita come una serie di rischiose avventure condotte a partire da una base sicura.
 
Tutti muoino, ma non tutti vivono veramente.
 
Invece di viverla, passò la vita cercando di capirla.
 
… vivisezione, che per me è un crimine orrendo. L'uomo, l'uomo: ma dove sta scritto che l'uomo abbia più diritto a vivere del cane o dello stambecco?
 
Non è la specie più intelligente a sopravvivere e nemmeno quella più forte. E’ quella più predisposta ai cambiamenti.
 
Mente, psiche, anima, spirito, sono la stessa cosa, ovvero sinonimi. Sono il software della vita. Esso può essere in tutto o in parte copiato da un vivente ad un altro e scritto in opere letterarie e artistiche, le quali non sono altro che simulazioni parziali della vita e dei rapporti umani. Lo scopo di tali opere è quello di facilitare la costruzione di paradigmi di interazione.
 
Vivere è interagire.
 
Ciò che importa non è la vita eterna, ma l'eterna vivacità.
 
L'interazione è funzionale alla vita, la comunicazione è funzionale all'interazione, il pensiero è funzionale alla comunicazione, il pensiero è dunque funzionale all'interazione e alla vita.
 
La vita è una donna sdraiata, con seni accostati e rigonfi, con una gran pancia liscia e molle fra i fianchi sporgenti, con braccia sottili, cosce piene e occhi socchiusi, che nella sua provocazione splendida e beffarda esige il nostro più fervido ardore.
 
Sono vivo, anche se vivere non è la mia specialità.
 
Una vita mancata è un rimpianto; una vita inutile è un rimorso.
 
La vita interiore e quella esteriore sono interdipendenti e non puoi comprendere l'una senza comprendere l'altra.
 
La vita in se stessa è una tela vuota; diventa ciò che tu dipingi su di essa. Puoi dipingere infelicità, puoi dipingere estasi. Questa è la tua gloria.
 
La vita ideale: fare solo cose indispensabili.
 
Tutto può essere utile, nulla sufficiente.
 
La sopravvivenza dipende da due fenomeni o processi contrastanti, due modi di raggiungere l'adattamento. Come Giano, l'evoluzione deve sempre guardare in due direzioni: all'interno, verso la regolarità dello sviluppo e la fisiologia delle creature viventi, e all'esterno, verso i capricci e le esigenze dell'ambiente.
 
La vita è basata sull'interazione e la riproduzione.
 
È il libero amore l'essenziale della vita, come anche la libera conoscenza. Sbarazzarsi dell'inessenziale, questo è essenziale per l'uomo.
 
Considera ogni giornata come una vita a se stante.
 
Le strutture viventi possono essere soltanto se divengono; possono esistere soltanto se mutano. Trasformazione e crescita sono qualità inerenti al processo vitale.
 
La vita si svolge a vari livelli di organizzazione: molecolare, cellulare, tessuti, organi, corpi, gruppi, società, ecologia, biosfera. All'interno di ogni livello, e tra diversi livelli, avvengono interazioni determinate da leggi fisiche, da logiche e dal caso.
 
La mia incompetenza a vivere sfiora il sublime.
 
La vita è un dramma di cui siamo al tempo stesso protagonisti e spettatori.
 
In ogni istante miliardi di esseri viventi vengono distrutti da miliardi di altri esseri viventi, e non possiamo evitarlo. Anche noi umani siamo tra i distruttori. Più precisamente, siamo generatori e distruttori di vite.
 
Ogni organismo deve essere trattato come un tutto; in altre parole, un organismo non è una somma algebrica, una funzione lineare dei suoi elementi, ma sempre qualcosa di più. Sembra che attualmente non ci si renda conto che questa semplice e innocente affermazione comporta una completa revisione strutturale del nostro linguaggio...
 
Le gioie di questa vita non sono le sue, ma sono la nostra paura di ascendere a una vita superiore; i tormenti di questa vita non sono i suoi, ma sono i tormenti che infliggiamo a noi stessi per via di quella paura.
 
Ogni forma di vita è una strategia di riproduzione.
 
Tutto sarebbe più semplice se nascessimo con le istruzioni per l'uso e la data di scadenza.
 
La vita è terribile. È lei che ci governa, non noi che la governiamo.
 
Se vivi abbastanza a lungo, vedrai che ogni vittoria si muta in una sconfitta.
 
Ognuno è quello che è, in parte per necessità e in parte per caso (sia in senso genetico che culturale).
 
Io penso che una caratteristica essenziale della vita di un essere vivente sia il fatto di essere soggetto e oggetto allo stesso tempo, in una interazione circolare (basata sul feedback) tra il ruolo di soggetto e quello di oggetto.
 
Si vive una sola volta. E qualcuno neanche una.
 
Non ci si angoscia per «questo» o per «quello», ma per il nulla che ci precede e che ci attende.
 
Chi si risparmia fa spreco della propria vita.
 
Una vita non è importante che per l'impatto che ha nella vita degli altri.
 
Chi ama la vita non vuole cambiarla.
 
Siamo come gli attori della commedia dell'arte, che improvvisano su un canovaccio scritto dalla Natura.
 
Nella vita come in tram quando ti siedi è il capolinea.
 
Gli uomini somigliano a orologi che vengono caricati e camminano, senza sapere il perché; ed ogni volta che un uomo viene generato e partorito, è l'orologio della vita umana di nuovo caricato, per ripetere ancora una volta, fase per fase, battuta per battuta, con variazioni insignificanti, la stessa musica già infinite volte suonata.
 
La mia vita non mi appartiene, io le appartengo.
 
Se una lezione ho imparato riguardo a questa cosa strana che è la vita, è che conviene viverla come se... Come se fossero reali tutte le larve che ci siamo inventate (amore, amicizia, famiglia, gloria, Dio...), di cui si maschera il niente.
 
La vita di un individuo serve a mantenere quella della sua specie. La vita di una specie serve a mantenere se stessa.
 
Solo i poveri riescono ad afferrare il senso della vita, i ricchi possono solo tirare a indovinare.
 
Noi non viviamo, ma siamo (veniamo) vissuti. Non siamo soggetti, ma oggetti, vettori e replicatori di vita. Non siamo nati per nostra scelta, e cesseremo di vivere quando le leggi della natura lo determineranno. Possiamo decidere se accettare o rifiutare il nostro destino, ma si tratta di una scelta obbligata dal dolore che il rifiuto non farebbe che aumentare.
 
È interessante la diversità di opinioni sul senso della vita da parte di noti intellettuali e artisti. Non ci preoccupiamo dunque se non abbiamo idee chiare in proposito.
 
La vita potrebbe essere divisa in tre fasi: Rivoluzione, Riflessione e Televisione.Si comincia con il voler cambiare il mondo e si finisce col cambiare i canali. 
 
Un essere vivente vive grazie alle particolari interazioni tra le sue parti, le cui regole sono determinate dal particolare codice genetico e dal particolare codice culturale acquisito attraverso le particolari esperienze.
 
Abbiamo due doveri ai quali non possiamo sottrarci: vivere e morire.
 
La vita è una scuola di separazione.
 
La vita è questo, una scheggia di luce che finisce nella notte.
 
Vivere improvvisando significa fare cambiamenti causali nel proprio comportamento e osservarne gli effetti, mantenendo i cambiamenti che hanno avuto un effetto piacevole e smettendo quelli che hanno avuto un effetto spiacevole.
 
Nessuno ha il diritto di non soffrire e di non morire.
 
Nella vita, una tragedia ridimensiona tante commedie.
 
L’uso migliore della vita è di spenderla per qualcosa di più duraturo della vita stessa.
 
Le cose buone della vita sono illegali, immorali o fanno ingrassare.
 
La mia vita è un esperimento di cui sono la cavia.
 
Chiedersi quale sia il senso della vita non ha senso.
 
La vita è una metafora del teatro, e viceversa.
 
Chi sono? Una vita tra tante che cerca di evitare il dolore e di godere di gioie non troppo costose.
 
La vita, vale la pena di essere vissuta? Dipende tutto da chi la vive.
 
La vita, a mio parere, può essere definita (anche) come continue trasformazioni e riproduzioni di aggregati di materie organiche e di informazioni, regolate da informazioni consce o inconsce.
 
Della vita, metà è desiderio, e metà insoddisfazione. La vita è un atroce burletta.
 
Irresponsabile della mia nascita, ho un alibi di ferro: non c'ero.
 
La vita dona raramente ciò che ci si aspetta da essa.
 
Nessun essere vivente viene creato. Ognuno nasce come risultato di una riproduzione, cioè come copia (perfetta o con qualche errore) di un altro essere, o come miscuglio casuale delle copie di altri due.
 
La vita, più è vuota e più pesa.
 
Perché, nella complessa catena di sistemi ecologici della biosfera, ogni vita dipende dipende da un'altra che distrugge? Perché ogni vita si nutre di un'altra vita che mortifica? Perché la sofferenza e la morte degli individui di una specie è essenziale per la vita di quelli di un'altra? Perché questo pianeta è sempre stato un'enorme fossa comune, dove la vita e la morte sono così strettamente intrecciate che, a parte la nostra stessa morte, tutte le altre ci sembrano appartenere a un processo normale? Perché accettiamo di vedere il lupo mangiare l'agnello, il pesce grande mangiare il piccolo, l'uccello mangiare il grano e, dal cacciatore, la colomba uccisa? Ma anche, perché vivere e perché morire?
 
La vita è un conflitto di interessi.
 
L'uomo riproduce e si riproduce, con variazioni accidentali.
 
La vita è involontaria.
 
Ogni progetto particolare, qualunque esso sia, ha senso soltanto in quanto è parte di un progetto più generale. Tutti gli adattamenti funzionali degli esseri viventi, al pari di tutti gli artefatti di loro produzione, realizzano progetti particolari che si possono considerare come aspetti o frammenti di un unico progetto primitivo, cioè la conservazione e la moltiplicazione della specie.
 
Essendoci il nulla all'ingresso e all'uscita della nostra vita, insopprimibile sorge la domanda che chiede il senso del nostro esistere.
 
La vita è una malattia trasmessa per via sessuale.
 
La prima disgrazia di un essere umano, il suo primo incontro con l'ingiustizia del mondo, è il fatto di non poter scegliere i propri genitori, e di non poterli nemmeno giudicare, almeno nei primi anni di vita.
 
La vita è sempre creazione, imprevedibilità e, nello stesso tempo, conservazione integrale e automatica dell'intero passato.
 
Invece di chiemermi perché vivo, mi chiedo per chi vivo.
 
Le informazioni sono la base non solo delle funzioni cognitive e logiche consce e inconsce di noi umani, ma della stessa vita animale e vegetale a tutti i livelli.
 
Esistere è osare gettarsi nel mondo.
 
La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti.
 
Vivi come se dovessi morire domani e pensa come se non dovessi morire mai.
 
La vita è una somma di tutte le tue scelte.
 
Si vis vitam, para mortem (se vuoi la vita, preparati alla morte).
 
La vita non ha senso e non ha senso nemmeno chiederselo. La domanda sul senso della vita è in effetti un'estensione indebita della domanda sul senso di questa o quell'azione alla vita in toto. Ciò non toglie che uno non possa dare un suo senso, individuale e personale, alla vita, ma ne deve essere consapevole. Non posso fare a meno di pormi certe domande, ma debbo resistere alla tentazione di darvi una risposta, perché tanto sarebbe priva di ogni fondamento.
 
La domanda fondamentale è infatti: qual è lo scopo della vita? Diventare più umani o produrre di più?
 
Nonostante tutte le perdite e le privazioni che ho subito, io amo ardentemente la vita, amo la vita per la vita e, davvero, è come se tuttora io mi accingessi in ogni istante a dar inizio alla mia vita [...] e non riesco tuttora assolutamente a discernere se io mi stia avvicinando a terminare la mia vita o se sia appena sul punto di cominciarla: ecco il tratto fondamentale del mio carattere; ed anche, forse, della realtà.
 
Non possiamo vivere senza padroni reali o virtuali. Nel migliore dei casi possiamo sceglierli o modificarne qualche aspetto.
 
Amo ferocemente, disperatamente la vita. E credo che questa ferocia, questa disperazione mi porteranno alla fine. Amo il sole, l’erba, la gioventù. L’amore per la vita è divenuto per me un vizio più micidiale della cocaina. Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile. Come finirà tutto ciò? Lo ignoro.
 
Gran parte della vita di un essere umano consiste nell'immaginare o nel credere di vivere una vita diversa da quella reale.
 
Un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: "A che gli è servito nascere?". Ora mi faccio la stessa domanda davanti a ogni vivo.
 
La vita di un umano è un continuo incontro/scontro con altri umani.
 
La vita è un lungo malinteso.
 
La vita è una trappola cui è possibile sfuggire gettandovisi dentro.
 
Questa è la legge della vita: chi non è adatto ad un certo ambiente deve (1) emigrare in un ambiente più favorevole, (2) cambiare l'ambiente per adattarlo a sé, (3) cambiare se stesso per adattarsi all'ambiente, (4) estinguersi, o (5) praticare una combinazione di tali strategie.
 
Ogni organismo vivente è il mezzo, lo strumento, il metodo, il progetto, il sistema, la strategia con cui i suoi geni si riproducono, e non il contrario.
 
Siamo tutti figli e servi dello stesso padrone: la logica della specie. Col piacere e col dolore ci usa per riprodursi e, finito il nostro gioco più o meno creativo e più o meno felice, di noi non resta che qualche idea per qualcun altro.
 
La vita e la morte dell'individuo sono entrambe necessarie per la conservazione della sua specie.
 
Per una volta chiediamoci, in tutta serenità, visto che ormai non abbiamo più nulla da perdere: perché vivere?
 
Vivere, in generale, significa essere in pericolo.
 
Spesso il vivere a lungo non è un lungo vivere ma è un lungo morire.
 
Ho sempre amato la vita. Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare.
 
Ogni essere vivente (compreso l'uomo) è il risultato dell'interazione tra le parti che lo compongono.
 
La vita è teatro, ma non sono ammesse le prove.
 
La vita, per mantenersi e riprodursi, ha bisogno di particolari interazioni tra l'essere vivente e il mondo esterno, cioè il suo ambiente. Da tale bisogno fondamentale derivano tutte le motivazioni ovvero le strategie di sopravvivenza e riproduzione di ogni essere essere vivente e le associate relazioni ecologiche e sociali. I desideri sono infatti trasformazioni di bisogni e tutti loro fanno capo ad un bisogno primario, che è quello dei geni, di riprodursi. In tale contesto, il piacere e il dolore sono gli strumenti con cui la vita, ovvero la natura, costringe gli animali capaci di sentimenti (tra cui l'uomo) a vivere e a riprodursi attraverso la soddisfazione dei propri bisogni.
 
Nella vita siamo tutti di passaggio.
 
Non credo che esistano dei fini, se non nelle menti degli esseri viventi. Il fine ultimo di una mente è quello di vivere per vivere. IN altre parole, la vita è fine a se stessa.
 
La vita di un individuo è causata dei suoi geni e serve alla loro riproduzione.
 
A mio avviso, la vita consiste in continue trasformazioni organizzate (ordinate e casuali) di materie, energie e informazioni nello spazio/tempo.
 
Esistere significa cambiare, cambiare significa maturare, maturare significa continuare a creare se stessi incessantemente.
 
Vivere è pericoloso.
 
Di norma, gli esseri non viventi sono formati e regolati solo da energie; quelli viventi, da informazioni connesse con energie. I computer sono un'eccezione, in quanto sono regolati da informazioni connesse con energie, ma non sono viventi. O meglio, sono quasi viventi essendo (per ora) incapaci di riprodursi.
 
La vita è come la tua prima partita di scacchi. Quando inizi a capire come funziona hai già perso.
 
Non mi sono mai abituato alla vita.
 
Spera per il meglio ma aspettati il peggio. La vita è una commedia. Nessuno ha fatto le prove.


 
La nostra vita è il risultato di un enorme numero di eventi microscopici e macroscopici che avvengono simultaneamente, in ogni momento, nel nostro organismo e al di fuori di esso. Alcuni di tali eventi sono casuali, altri seguono logiche innate o apprese di cui siamo per lo più inconsapevoli.
 
La vita è interazione e consumo.
 
Le prime forme di vita erano costituite essenzialmente solo degli apparati digerenti. L'evoluzione dei sistemi nervosi, fino alla coscienza umana, può essere considerata come lo sviluppo di tecniche, metodi e strategie per favorire l'ottenimento del cibo, la sopravvivenza e la riproduzione degli individui.
 
Ama la vita più della sua logica, solo allora ne capirai il senso.
 
La vita o la si vive o la si scrive.
 
Quando sei nato eri esistenza allo stato puro; se quando morirai sarai un dottore, un ingegnere o un professore, vuol dire che nella vita sei stato un perdente.
 
Il modo più semplice e sicuro per ridurre il numero delle morti è ridurre il numero delle nascite.
 
La vita è bella e brutta, dipende dal punto di vista e dall'inquadratura.
 
È di primaria importanza che la nostra risposta all'enigma della Sfinge sia coerente con il modo in cui non conduciamo la nostra civiltà, e questo dovrebbe a sua volta essere coerente con l'effettivo funzionamento dei sistemi viventi.
 
Cerca la tua strada, e se non la trovi, costruiscila.
 
Non si vive neppure una volta.
 
Alla base dell'assunzione delle droghe, di tutte le droghe, anche del tabacco e dell'alcol, c'è da considerare se la vita offre un margine di sensosufficiente per giustificare tutta la fatica che si fa per vivere. Se questo senso non si dà, se non c'è neppure la prospettiva di poterlo reperire, se i giorni si succedono solo per distribuire insensatezza e dosi massicce di insignificanza, allora si va alla ricerca di qualche anestetico capace di renderci insensibili alla vita.
 
La finalità di una struttura vivente è mantenere la propria struttura, struttura complessa in un ambiente meno complesso. Un'altra finalità immediata non è pensabile altrimenti non sarebbero mai esistite strutture viventi perché sarebbero state interamente soggette all'entropia.
 
Ogni giorno che passa è un giorno in più da ricordare e un giorno in meno da vivere.
 
La vita è un gioco d'azzardo.
 
Per capire quale sia il senso della vita bisogna prima stabilire cosa sia la vita, cosa sia il senso e cosa sia il capire.
 
La vita è una malattia ereditaria.
 
La vita è quello che succede mentre tu stai facendo altri progetti.
 
Voglio fare della mia vita un’opera d’ingegno.
 
La vita è uno stato mentale. (Dal film "Oltre il giardino" --- "Being there")
 
Un essere umano è come una foglia dell’albero della sua specie, che deve essere sostituita periodicamente da una nuova affinché l’albero sopravviva. Lo stesso vale per ogni altro essere vivente.
 
Ognuno può dare un senso alla propria vita come crede. Il senso della vita è soggettivo. Tuttavia ognuno è responsabile, nei confronti degli altri, del senso che dà alla propria vita.
 
Mangiare è uno dei quattro scopi della vita... quali siano gli altri tre, nessuno lo ha mai saputo.
 
Voglio fare della mia vita un romanzo.
 
La vita procede tra abitudini, distrazioni, scoperte, incontri e incidenti.
 
I sistemi viventi sono unità di interazione; essi esistono in un ambiente. Da un punto di vista puramente biologico non possono essere compresi indipendentemente da quella parte dell'ambiente con cui interagiscono: la nicchi; né la nicchia può essere definita indipendentemente dai sistemi viventi che la specificano
 
Per infiniti anni non sono esistito, per infiniti anni non esisterò. Rispetto all'eternità la mia vita è infinitamente breve, insignificante e di nessuna importanza. E allora di cosa dovrei preoccuparmi? Di soffrire il meno possibile. Ogni altro scopo è ridicolmente inutile, effimero e illusorio.
 
La vita è dare e ricevere, cooperazione e competizione, simbiosi e antibiosi, conservazione ed evoluzione, ripetizione e cambiamento.
 
Moriremo senza aver capito cos'è la vita.
 
Biologicamente, la vita non è mantenimento o ripristino dell'equilibrio, ma è essenzialmente mantenimento dei disequilibri, come rivela la dottrina dell'organismo come sistema aperto. Raggiungere l'equilibrio significa morte e conseguente decadimento. Psicologicamente, il comportamento non solo tende a liberare le tensioni ma anche a costruire tensioni; se questo cessa, il paziente è un cadavere mentale in decomposizione nello stesso modo in cui un organismo vivente diventa un corpo in decomposizione quando le tensioni e le forze che lo trattengono dall'equilibrio sono cessate.
 
La vita è essenzialmente un fatto riproduttivo. Infatti si può dire che è vitale ciò che si riproduce, non solo in senso genetico, ma anche in senso culturale. Intendo il caso in cui le idee o il comportamento di un individuo vengono appresi (ovvero riprodotti) da un altro. Attraverso questa riproduzione culturale il comportamento di un individuo influenza la vita di un altro.
 
La vita è un compromesso.
 
La sola cosa che si dovrebbe insegnare ai giovani è che non c'è niente, diciamo quasi niente, da aspettarsi dalla vita. Sogniamo una Carta delle Delusioni che elenchi tutti i disinganni riservati ad ognuno, da affiggere nelle scuole.
 
Noi non viviamo che per mantenere la nostra struttura biologica, siamo programmati per questo unico fine da quando l'uovo è stato fecondato, e ogni struttura vivente non ha altra ragione d'essere, che di essere.
 
La vita è come una commedia: non è importante quanto è lunga ma come è recitata.
 
La vita dei più non è che una diurna battaglia per esistenza, con la certezza della sconfitta finale. Ma ciò che li fa perdurare in questa sì travagliata battaglia non è tanto l’amore della vita, quanto la paura della morte, la quale nondimeno sta inevitabile nello sfondo, e può a ogni minuto sopravvenire. La vita stessa è un mare pieno di scogli e di vortici, cui l’uomo cerca di sfuggire con la massima prudenza e cura; pur sapendo, che quand’anche gli riesca, con ogni sforzo e arte, di scamparne, perciò appunto si accosta con ogni suo passo, ed anzi vi drizza in linea retta il timone, al totale, inevitabile e irreparabile naufragio: alla morte.
 
La vita, per chi la vive, è fatta di piaceri e dolori, desideri e paure, che la mente (conscia e inconscia) cerca di gestire come meglio può.
 
Esistiamo fintanto che siamo ricordati.
 
La via che percorriamo nel tempo è cosparsa dei frammenti di tutto ciò che cominciavamo ad essere, di tutto ciò che avremmo potuto diventare.
 
La "creatura" (il mondo vivente) dipende dal "pleroma" (il mondo non vivente); il pleroma, invece, non dipende dalla creatura anche se può essere trasformato da essa.
 
Ogni essere vivente è un esemplare di una specie biologica. Ogni specie è caratterizzata da un insieme di bisogni particolari la cui insoddisfazione prolungata causa la sofferenza, la malattia e la morte dell'esemplare insoddisfatto.
 
La vita è una donna sdraiata, con seni accostati e rigonfi, con una gran pancia liscia e molle fra i fianchi sporgenti, con braccia sottili, 
 
Nessuna vita è sicura.
 
Vita: per rischi ed effetti collaterali, chiedere al vostro filosofo di fiducia.
 
La vita è un compromesso con la mediocrità.
 
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