Citations sur Folie

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Nei sogni è consentito impazzire.
 
Non sempre i matti parlano da matti.
 
Siamo tutti costretti, per rendere sopportabile la realtà, a coltivare in noi qualche piccola pazzia.
 
In un'epoca di pazzia, credersene immuni è una forma di pazzia.
 
Gli uomini sono così necessariamente pazzi che il non essere pazzo equivarrebbe a esser soggetto a un altro genere di pazzia.
 
Lo spirito più geniale è prossimo alla follia.
 
Se io decidessi di pensare e di comportarmi in modo diverso da qualsiasi altra persona, mi prenderebbero per pazzo.
 
Gli uomini mi hanno chiamato pazzo; ma nessuno ancora ha potuto stabilire se la pazzia è o non è una suprema forma d'intelligenza.
 
Mantenetevi folli e comportatevi da persone normali.
 
Mi era venuto il dubbio che la filosofia fosse una grande difesa contro la pazzia.
 
La patologia è il voler controllare, non in quanto ci si riesce, dato che non ci si riesce.
 
Si ritiene ingenuamente che, se certi sentimenti o certe idee sono condivisi dai piú, essi sono giusti. Niente è piú lontano dal vero. La convalida consensuale in sé non ha nulla a che vedere con la salute mentale. Come c’è una folie à deux, cosí c’è una folie à millions. Il fatto che milioni di persone condividano gli stessi vizi non fa di questi vizi delle virtú, il fatto che essi condividano tanti errori non fa di questi errori delle verità, e il fatto che milioni di persone condividano una stessa forma di malattia mentale non fa che questa gente sia sana.
 
I savi vivono per i pazzi, ed i pazzi per i savii. Si tutti fussero signori, non sarebbono signori: cossì, se tutti saggi, non sarebbono saggi, e se tutti pazzi, non sarebbono pazzi. Il mondo sta bene come sta.
 
La maggior parte della gente era matta. E la parte che non era matta era arrabbiata. E la parte che non era né matta né arrabbiata era semplicemente stupida.
 
Tutti siamo costretti, per rendere sopportabile la realtà, a tenere viva in noi qualche piccola follia.
 
E io pensai a quella vecchia barzelletta, sapete, quella dove un tizio va da uno psichiatra e dice: “Dottore, mio fratello è pazzo: crede di essere una gallina”. E il dottore gli chiede: “Perché non lo interna?”, e quello risponde: “E poi le uova chi me le fa?”. Credo che corrisponda molto a quello che penso io dei rapporti uomo-donna: e cioè che sono assolutamente irrazionali, e pazzi, e assurdi… ma credo che continuino perché la maggior parte di noi ha bisogno di uova.
 
Cosa ne pensa lei? -- Io penso che tu sei matto. -- Già, questo spiegherebbe ogni cosa. (dal film "Il Processo" di Orson Welles)
 
Siamo tutti un po matti, ma la maggior parte di noi non lo sa, perché frequentiamo soltanto gente con il nostro tipo di pazzia. Vedi dunque quale opportunità ti offro, per apprendere l’uno dall’altro. Solo quando si incontrano persone con pazzie diverse, nasce la possibilità di scoprire gli errori del proprio tipo di follia.
 
Ci sono due tipi di pazzie: quelle che tendono a inibire e quelle che tendono a liberare. Per il pazzo "inibito" la società è piena di persone senza freni morali, per il pazzo "liberato" essa è piena di persone represse.
 
Non è un segno di buona salute mentale essere bene adattati ad una società malata.
 
La follia potrebbe essere un modo in cui la mente risolve insopportabili conflitti.
 
I pazzi conclamati hanno il grande vantaggio di poter dire ciò che pensano degli altri senza nascondere nulla e senza fingere. È un lusso che i sani di mente non possono permettersi.
 
Mai la psicologia potrà dire la verità sulla follia, perché è la follia a detenere la verità della psicologia.
 
I pazzi aprono le vie che poi percorrono i savi.
 
Il folle è consapevole di esserlo? O i pazzi sono coloro che vogliono convincerlo della sua follia per salvaguardare la loro esistenza insensata?
 
Quando non riesci a capire se una persona da cui dipendi ti è amica o nemica, cominci a diventare schizofrenico.
 
Talvolta un pensiero mi annebbia l'io: sono pazzi gli altri o sono pazzo io? 
 
"Normale" non significa "sano". Sano è chi non soffre se non in misura occasionale, giustificata e proporzionata rispetto alle cause. Ci sono società, come la nostra, dove è "normale" avere disturbi mentali, soffrire per motivi irrazionali, ovvero cercare ciò che fa male e non cercare ciò che fa bene.
 
Ci sono ancora 12 paesi dove c'è la pena di morte per gli atei o gli apostati. Questi casi dimostrano che la maggioranza di una società può essere malata di mente e trasmettere la sua malattia alle generazioni successive.
 
Cessando di essere pazzo, diventò stupido.
 
Tutti vogliono le stesse cose, tutti sono uguali: chi sente diversamente va da sè al manicomio.
 
La follia può essere causata da (e causa di) un eccesso di restrizioni o di libertà.
 
Siamo tutti matti ma pochi lo sanno.
 
Un ramo di pazzia abbellisce l'albero della saggezza.
 
Nei singoli la follia è una rarità: ma nei gruppi, nei partiti, nei popoli, nelle epoche è la regola. 
 
Solo quelli che sono così folli da pensare di cambiare il mondo, lo cambiano davvero.
 
I pazzi conclamati hanno il privilegio di poter dire ciò che pensano senza paura di essere presi per pazzi o malvagi.
 
Posso misurare il moto dei corpi, non l'umana follia.
 
Pazzo è colui che non sa distinguere la realtà dall'immaginazione.
 
La schizofrenia -- la sua natura, eziologia, e il tipo di terapia necessaria per curarla -- rimane una delle malattie mentali più enigmatiche. La teoria della schizofrenia qui presentata è basata sull'analisi della comunicazione, e specificamente, sulla "Teoria dei tipi logici". A partire da questa teoria e dalle osservazioni di pazienti schizofrenici, deriva una descrizione, e le condizioni necessarie per, una situazione chiamata "doppio vincolo" -- una situazione in cui qualunque cosa una persona faccia, non può ottenere soddisfazione. Si ipotizza che una persona oggetto di doppio vincolo possa sviluppare sintomi schizofrenici.
 
Un uomo "sano di mente" è uno che tiene sotto chiave il pazzo interiore.
 
Ci sono più pazzi che savi, e nel savio stesso c'è più pazzia che saggezza.
 
Per me la pazzia consiste nella disconnessione dagli altri, cioè nell'incapacità di comunicare con gli altri in modo comprensibile e credibile da loro.
 
I folli desiderano condividere con altri le proprie follie.
 
Anche la pazzia dovrà far sentire la sua voce.
 
Provate per qualche minuto a immaginare di essere pazzi. Forse scoprirete qualcosa di interessante sulla natura umana e su voi stessi, che non avete mai osato conoscere.
 
Basta che lei si metta a gridare in faccia a tutti la verità. Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza.
 
I pazzi si distinguono in due tipi: quelli che credono di essere Napoleone e quelli che credono di risanare le Ferrovie dello Stato.
 
Tra libertà e follia il passo è breve.
 
Non c'è alcun grande genio senza un tocco di follia.
 
La questione non è se siamo pazzi o sani di mente, ma quanto siamo consapevoli delle nostre pazzie.
 
L'unica differenza tra me e un pazzo, è che io non sono pazzo.
 
La follia e la stupidità non sono fenomeni binari (per cui uno sarebbe sano o malato di mente, intelligente o stupido), ma fenomeni quantitativi. Intendo dire che siamo tutti, in misura variabile, pazzi e stupidi, chi più, chi meno, a volte di più, a volte di meno. Lo stesso vale per la consapevolezza di essere parzialmente pazzi e stupidi.
 
Ci sono persone che non riescono a sopportare i disagi e i doppi vincoli della nostra civiltà, e per avere un po' di pace si rifugiano nella follia, nell'illusione, nell'allucinazione ecc.
 
Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettare risultati diversi.
 
Se nella vita siamo circondati dalla morte, così anche nella salute dell'intelletto siamo circondati dalla follia.
 
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