Chi possiede qualcosa (pensieri, fantasie, ecc.) non è mai tutt'uno con il qualcosa posseduto. Il verbo 'avere' mette in risalto la parziale autonomia dei significati che correla, ovvero la loro refrattarietà ad amalgamarsi.
L'uomo è "creditore" e "indebitato" della propria essenza: ha realmente le risorse innate che gli spettano, il vivente creditore, ma le ha a mo' di ipoteca sull'avvenire" e allo stesso tempo ha ricevuto le proprie prerogative essenziali senza dare in cambio alcunché.
È umano quel vivente che non si limita ad essere quel che è, come succede al gatto obeso, bensì non fa che ridefinire il rapporto con la propria stessa natura biologica, con il proprio corpo e ciò che lo rende umano. In questo senso essere umani significa non coincidere mai con la propria natura.