Oggi se un bambino vede l'immagine di un impiccato forse prova un sentimento di repulsione o di rabbia verso quell'espressione di violenza. Ma se lo stesso bambino fin dalla nascita fosse stato abituato a vedere immagini e statuette di impiccati, rimarrebbe del tutto indifferente di fronte ad un'ulteriore statuetta di impiccato. È ciò che è avvenuto con i crocifissi. L'immagine di un crocifisso dovrebbe farci riflettere, ma prima ancora dovrebbe farci soffrire. Ma questo non è possibile se da sempre vediamo crocifissi dappertutto.
La paura crea il nemico, il nemico crea la difesa e la difesa crea l'attacco. Diventi violento, stai costantemente in guardia, sei contro tutti. Questo va compreso: sei hai paura, sei contro tutti.
L'attenzione selettiva è un meccanismo che agisce in parte a livello cosciente e in parte a livello inconscio. Esso fa sì che, investito dal flusso delle informazioni, un soggetto, dotato di una sua visione del mondo, seleziona e acquisisce quelle che la confermano, mentre trascura o rimuove quelle che la contraddicono. In virtù dell'attenzione selettiva, ogni individuo giunge a credere che la sua visione del mondo è corroborata da troppe prove tratte dall'esperienza reale per poter essere messa in discussione. In realtà essa può essere anche del tutto mistificata.
Sono sicuro che coloro che credono nella fede si sbagliano. Cioè, non abbiamo più bisogno di preservare il mito di Dio per preservare una società giusta e stabile di quanto abbiamo bisogno di aggrapparci al Gold Standard per mantenere la nostra moneta solida. Era una stampella utile, ma l'abbiamo superata. La Danimarca, secondo un recente studio, è la nazione più sana, più felice e più priva di crimini al mondo, e in generale i danesi semplicemente ignorano la questione di Dio. Dobbiamo sperare che coloro che credono nella fede si sbaglino, perché la fede sta diminuendo rapidamente e i puntelli stanno iniziando a cedere.
È offensivo attribuire all'infelice tutta la colpa della sua infelicità. Infatti la colpa è triplice: prima di tutto della natura, poi degli altri, infine di se stessi.